Gli raccoglie i capelli in in ciuffo spettinato
di fili color grano
sembrano arazzi persiani privi di mille polveri.
sembrano cosi morbidi che vorrei poterlo fare io
ma sorride cosi dolce..
che ci sono due uomini pronti a colpirmi se mi muovo
è una cosa sospesa tra infiniti insetti neri
che si infilano delle viscere
su per le vertebre
e tra un cestino in vimini di piume candide.
non metterei mai una mano li dentro
in quella bolla di vetro soffiato
mi chiedo come facciano a respirare
eppure sorridono veri.
poi dal terreno sbuca una mano di miglio
che si fa pianta
e poi ramo piu piccolo piccolo e poi dinuovo mano
e li prende
non capisco e mi fermo.lo sguardo frenetico.
li tocca.
maledizione che schifo.
mi viene da vomitare.
smettila fetore smettila!!!!
ti prego lasciali
ma loro sorridono.
ma nessuno si accorge di niente?
i due uomini col turbante bianco dietro di me sono evaporati con degli aereosol rosa
e allora mi sdraio tra le spine della pianta qui davanti
la bolla si riempe d'acqua
di troppe farfalle
diventa rossa
e quei due si abbracciano
poi uno muore.
no.
si è morto proprio ora.
ma non capisco l'altro ocntinua a pettinargli i capelli.
è stata la mano lo so..
la mano era cattiva perchè era verde.un malpelo dei vegetali.
ma voleva fargli del male davvero?
non ho mai capito nulla di cio che accadde.
ora sono sola
e nessuno mi ha mai pettinato i capelli in quel modo.
17 ottobre millenovecentonovantasempre.